Un preventivo per un sito web si legge dalle voci che mancano, non dal totale in fondo. Due proposte con la stessa cifra possono darti due cose molto diverse: in una il dominio è tuo e la manutenzione è scritta, nell’altra scopri tutto al primo problema.
Questa guida è per chi ha un’attività (un ristorante, un negozio, un hotel, un’azienda) e ha davanti uno o più preventivi da confrontare. Per ogni voce trovi cosa deve esserci scritto, perché conta e, dove si può, come verificarlo da solo.
Cosa deve contenere un preventivo per un sito web
Prima dei dettagli, l’elenco completo. Un preventivo serio risponde per iscritto a tutte queste domande:
- Dominio: a chi viene intestato l’indirizzo del sito.
- Codice: se il sito resta tuo quando il lavoro finisce, o vive su una piattaforma del fornitore.
- Manutenzione: cosa comprende, quanto costa ogni anno, cosa si paga a parte.
- Pagine e lingue: quante pagine, in quante lingue, con indirizzi separati per ogni lingua.
- Contenuti: chi scrive i testi, chi fa le foto, chi traduce.
- SEO: cosa viene fatto davvero perché il sito si trovi su Google.
- Funzioni: prenotazioni, ordini, pagamenti, collegamento alla cassa o al gestionale.
- Rifacimento: se c’è già un sito, cosa succede ai suoi indirizzi.
- Privacy e cookie: chi scrive l’informativa e chi gestisce il consenso.
- Tempi: data di consegna, giri di correzioni compresi, chi fa il collaudo.
Se una di queste voci non c’è, non vuol dire che il fornitore lavori male. Vuol dire che va chiesta, e che la risposta va messa per iscritto prima di firmare.
Il dominio deve essere intestato a te
Il dominio è l’indirizzo della tua attività su internet, quello che stampi sui biglietti da visita e sulla vetrina. Deve essere intestato a te o alla tua società, non all’agenzia che fa il sito.
Succede spesso il contrario, e per un motivo pratico: è più veloce registrarlo a nome proprio. Il problema arriva anni dopo, quando vuoi cambiare fornitore e scopri che l’indirizzo che i tuoi clienti conoscono non è tuo.
Come verificarlo. Per un dominio .it intestato a un’azienda, il nome dell’intestatario è pubblico: lo trovi scrivendo il dominio nella ricerca WHOIS del Registro .it. Se lì compare il nome dell’agenzia e non il tuo, chiedi di cambiarlo adesso, finché i rapporti sono buoni.
Nel preventivo basta una riga: “il dominio viene registrato a nome del cliente”. Se il dominio ce l’hai già, la riga dice che resta dov’è.
Il codice del sito: di chi è quando il lavoro finisce
È la domanda che quasi nessuno fa, ed è quella che pesa di più tra qualche anno. Chi è il proprietario del sito web quando hai finito di pagarlo?
Le risposte possibili sono due:
- Il codice ti viene consegnato. Il sito è tuo: se un giorno cambi fornitore, il nuovo parte da lì.
- Il sito vive su una piattaforma del fornitore. Paghi un abbonamento per usarlo, e se smetti di pagare il sito si spegne. Quando cambi fornitore porti via il dominio, ma il sito va rifatto.
La seconda strada non è sbagliata in sé: costa poco all’inizio e per qualcuno va bene. Ma devi saperlo prima, e il preventivo deve dirlo con queste parole.
La domanda da fare: “Se tra due anni cambio fornitore, cosa mi consegnate?”
Manutenzione del sito web: cosa comprende e quanto pesa nel preventivo
Un sito non si fa una volta e basta. Il server va tenuto acceso e aggiornato, il certificato di sicurezza (il lucchetto accanto all’indirizzo) va rinnovato, le copie di riserva vanno fatte, e prima o poi cambierai un orario, un menù, un numero di telefono.
Un preventivo per la manutenzione di un sito web dovrebbe dire:
- Cosa è compreso: aggiornamenti di sicurezza, copie di riserva, rinnovo del certificato SSL, server.
- Quante modifiche sono comprese, e cosa conta come modifica: cambiare un prezzo non è rifare una pagina.
- In quanto tempo rispondono se il sito non funziona.
- Quanto costa ogni anno, e se il prezzo può cambiare.
- Cosa si paga a parte.
La manutenzione non scritta è la voce che fa più sorprese: tutto quello che non è elencato diventa lavoro a ore, quotato al momento, quando ne hai bisogno e non puoi scegliere.
Pagamento unico o canone: come confrontare due preventivi
Il confronto sbagliato è quello tra i due totali della prima pagina. Uno può chiedere di più all’inizio e poco ogni anno, l’altro niente all’inizio e un abbonamento mensile. Il modo giusto è sommare quanto spendi in tre anni:
realizzazione + tre anni di manutenzione o abbonamento + rinnovi del dominio + modifiche che sai già che chiederai
Poi guarda cosa hai in mano alla fine dei tre anni. È lì che due preventivi si separano davvero:
| Cosa guardare | Sito consegnato, con manutenzione | Sito su piattaforma, in abbonamento |
|---|---|---|
| All’inizio | Paghi la realizzazione | Paghi poco o niente |
| Ogni anno | Il canone di manutenzione | L’abbonamento, spesso mensile |
| Il codice | È tuo | Resta del fornitore |
| Se smetti di pagare | Il sito resta online, senza assistenza | Il sito si spegne |
| Se cambi fornitore | Il nuovo parte dal tuo sito | Porti via il dominio, il sito si rifà |
Nessuna delle due colonne è giusta per tutti. Ma chi ti fa un preventivo deve saperti dire in quale delle due stai.
SEO inclusa: cosa vuol dire davvero
“SEO inclusa” compare in quasi tutti i preventivi, e da sola non vuol dire niente. Chiedi cosa c’è dentro. Il minimo che un sito nuovo deve avere:
- un titolo e una descrizione scritti a mano per ogni pagina, con le parole che usano i tuoi clienti quando cercano;
- indirizzi leggibili (
/menu/, non/page?id=42); - la mappa del sito (sitemap) inviata a Google;
- i dati strutturati, cioè le informazioni sulla tua attività (indirizzo, orari, telefono) scritte in un formato che Google legge senza doverle interpretare;
- pagine che si aprono in fretta sul telefono;
- l’accesso a Google Search Console intestato a te, per vedere con i tuoi occhi per quali ricerche compari.
Diffida di chi ti promette il primo posto. Lo dice Google stesso nella sua guida alla scelta di un consulente SEO: “Nessuno può garantire il raggiungimento della prima posizione nei risultati di Google”. Nella stessa pagina Google consiglia di chiedere esempi di lavori già fatti e risultati misurabili: è la domanda giusta anche per un’agenzia web.
Rifare un sito che esiste già: gli indirizzi vecchi
Se hai già un sito, il preventivo per rifarlo deve dire una cosa in più: cosa succede alle sue pagine attuali.
Ogni pagina del sito vecchio ha un indirizzo, e alcuni di quegli indirizzi Google li conosce e li mostra quando qualcuno cerca. Se il sito nuovo cambia gli indirizzi senza collegare i vecchi ai nuovi (con i cosiddetti redirect), chi arriva da Google trova una pagina che non esiste, e le posizioni guadagnate in anni si perdono in poche settimane.
È il motivo per cui, quando abbiamo rifatto il sito di Fantastic Garden, il lavoro è partito dall’elenco degli indirizzi vecchi. Prima del cambio, la ricerca “piscina sesto fiorentino” portava il sito in posizione 3,8 con 1.067 impressioni in 26 giorni d’estate (dati di Search Console dal 22 luglio al 16 agosto 2026): ogni indirizzo vecchio è stato collegato al nuovo, e i collegamenti vengono ricontrollati a ogni pubblicazione.
La domanda da fare: “Come gestite gli indirizzi del sito che ho adesso?”
Testi, foto e lingue: chi li prepara
Il preventivo deve dire chi scrive i testi. Se li scrivi tu, mettilo in conto: è il lavoro che fa slittare più consegne. Se li scrive l’agenzia, chiedi se sono scritti per farsi trovare su Google o solo per riempire la pagina.
Lo stesso vale per le foto: le tue, quelle di un fotografo, o immagini di repertorio? Un ristorante con le foto di piatti che non fa si nota subito, e non in bene.
Sulle lingue, chiedi due cose:
- Quante sono, e quali. Se lavori con turisti o con clienti stranieri, l’inglese non è un optional.
- Come sono fatte. Una lingua vera ha pagine e indirizzi suoi (
/en/menu/), che Google mostra a chi cerca in quella lingua. Un bottone che traduce la pagina al volo non porta nessuno dalla ricerca.
Il sito di All You Can Steak, per esempio, è in italiano, inglese e cinese, e ogni lingua ha i suoi indirizzi: il menù in inglese sta su /en/menu/, quello in cinese su /zh/menu/.
Prenotazioni, ordini, cassa: le funzioni da chiedere subito
Se il sito deve fare qualcosa oltre a mostrare chi sei (prendere prenotazioni, ricevere ordini, far pagare, leggere il menù dalla cassa), dillo nella prima richiesta. Aggiungere una funzione dopo costa quasi sempre di più che prevederla.
Per ogni funzione, chiedi:
- Commissioni: si paga una volta, o una percentuale su ogni prenotazione o ordine?
- Dati: l’elenco dei tuoi clienti resta tuo, e lo puoi scaricare?
- Collegamenti: parla con la cassa o con il gestionale che usi già, o dovrai ricopiare tutto a mano?
Nel sito di All You Can Steak, per esempio, la prenotazione dei tavoli è collegata al gestionale del ristorante: chi prenota dal sito compare direttamente nel gestionale, senza che nessuno ricopi niente. Nel pacchetto con moduli queste funzioni si scelgono una alla volta, e si aggiungono anche dopo.
Privacy e cookie: chi se ne occupa
Un sito che misura le visite (con Google Analytics, per esempio) o che carica contenuti di altri, come mappe e video, deve chiedere il consenso prima di farlo. Le regole italiane sono nelle linee guida sui cookie del Garante privacy del 10 giugno 2021.
Il preventivo deve dire chi scrive l’informativa privacy, chi mette il banner dei cookie e chi lo tiene in regola nel tempo. Se la risposta è “tu”, va bene, ma devi saperlo.
Tempi, correzioni e collaudo
Le ultime righe del preventivo sono quelle che si leggono meno:
- La data di consegna, e da cosa dipende (di solito: da quando arrivano testi e foto).
- Quanti giri di correzioni sono compresi prima che le modifiche si paghino a parte.
- Il collaudo: chi prova il sito sul telefono, sui browser più usati, con i moduli compilati per davvero.
- Come si paga: acconto, saldo, e a che punto del lavoro.
Le domande da fare prima di firmare
Se hai poco tempo, porta queste all’appuntamento e fatti rispondere per iscritto:
- A chi viene intestato il dominio?
- Il codice del sito mi viene consegnato?
- Quanto spendo in tre anni, tutto compreso?
- Cosa comprende la manutenzione, e cosa si paga a parte?
- In quante lingue è il sito, e ogni lingua ha pagine sue?
- Chi scrive i testi e chi fa le foto?
- Cosa vuol dire, qui, “SEO inclusa”?
- Avrò l’accesso a Google Search Console a mio nome?
- Ci sono commissioni su prenotazioni o ordini?
- Se ho già un sito, cosa succede ai suoi indirizzi?
- Posso vedere siti che avete già fatto, e aprirli dal telefono?
L’ultima è la più utile. Un sito si giudica aprendolo, non da una schermata in una presentazione.
Come facciamo il preventivo noi
Da VolpeBox il preventivo nasce da una chiacchierata gratuita sulla tua attività e arriva scritto, con le voci di questa guida. Il sito si paga una volta: il codice e il dominio restano tuoi, e nessuno ti chiede un canone per usarlo. La manutenzione è un canone annuo a parte, scritto nel preventivo con quello che comprende.
I prezzi non li pubblichiamo, perché dipendono dal progetto: dalle pagine, dalle lingue, dalle funzioni e dai collegamenti con i programmi che usi già. Cosa comprende ogni formula lo trovi nei pacchetti, e i siti che abbiamo fatto li apri dalla pagina dei clienti. Quando vuoi, scrivici cosa ti serve.